[Recensione] Lowepro Flipside 400 AW
La scelta del contenitore per portare la propria reflex appresso, è sempre una scelta personale.
C’è chi preferisce la borsa, chi lo zaino, chi il monospalla… insomma ad ognuno il suo. Io sono più dalla parte zaino, perchè preferisco avere il peso bilanciato e soprattutto, utilizzandolo maggiormente per qualche uscita di tipo montano, lo trovo più consono.
Prima di questo Lowepro, avevo un Kata dr467i. Uno zaino buono, ma con delle pecche nell’apertura che non mi hanno entusiasmato. Oltretutto dopo l’acquisto del Sigma 150-500, era diventato troppo piccolo, quindi cercavo qualcosa di spazioso nella parte fotografica, ma con possibilità di portare qualche oggetto personale: mi sono così imbattuto in questo Lowepro Flipside 400 AW.

Incredibilmente, è più contenuto nelle dimensioni rispetto al Kata dr467i ed è un bene in quanto è molto comodo, ma permette un carico elevato. Come molti zaini ha due lacci anteriori per poter tenere legato a noi lo zaino. Il laccio a cintura, capiremo poi che è molto importante.
Anteriormente si presenta così:

Zaino senza fronzoli. L’ho scelto nella colorazione pino perchè mi piaceva maggiormente rispetto al classico nero.
Posteriormente invece è così:

Altra cosa che cercavo, era la possibilità di non poter accedere al comparto fotografico dalla parte anteriore, ma solo dallo schienale, caratteristica che questo Flipside ha! Quindi massima sicurezza per la nostra attrezzatura. Ecco perchè vi parlavo del cinturone: è possibile accedere allo schienale senza togliersi lo zaino, ma ruotandolo anteriormente, così da formare una specie di banchetto che ci permette anche il cambio ottiche. Ero scettico all’inizio, ma quando l’ho provato, mi sono dovuto ricredere: portato avanti, lo zaino non cede di un millimetro e ci permette di fare tutte le operazioni senza toglierlo. Pensate ad un terreno fangoso dove non vogliamo poggiare lo zaino…
Ecco una dimostrazione direttamente dal sito Lowepro:

Possiamo vedere lo zaino anche lateralmente:


Qui abbiamo due tasche esterne (una a sinistra e una a destra), che ci permettono di inserire acqua o altri oggetti come un gorillapod in questo caso.
Sopra queste tasche, ci sono delle asole che permettono di inserire delle espansioni della serie Sliplock (sono presenti anche sugli spallacci). Superiormente troviamo una maniglia e due lacci:

Questi possono essere utilizzati in due modi:
- per agganciare un indumento come maglia/giacca ecc…

- per dare più stabilità a dei tripod molto alti

Prima di passare al comparto fotografico, osserviamo la tasca anteriore per oggetti personali. A prima vista può sembrare minuscola, invece è abbastanza profonda e mi ha permesso di portare con me 2 panini, maglia di ricambio, cellulare, portafoglio, iPod, GPS e gorillapod. Certo non è uno zaino per passare fuori 3 giorni, a meno di non sacrificare una parte dello spazio fotografico per mettere vestiti (cosa che è possibile fare ridisponendo adeguatamente i separatori).

E come si può vedere, per capire quanto è profonda, ho provato ad inserire il Sigma 150-500 che non è di certo piccolo:

Passiamo così alla parte fotografica dello zaino:

Bhè, che dire, ha uno spazio decisamente buono e come la maggior parte degli zaini di questo tipo, ha la possibilità di modificare lo spazio interno attraverso i separatori a velcro. Sullo schienale ha inoltre delle tasche molto comode:

Possiamo inserire, nelle tre taschine, schede di memoria o batterie aggiuntive, mentre nella tasca più grande altri accessori come filtri, telecomandi ecc. Io per il momento ho inserito un intervallometro.
Giunti a questo punto, possiamo finalmente vedere lo zaino carico:


Come si può vedere, l’ho caricato con gli obiettivi che attualmente ho. Centralmente EOS 500d + Batterygrip + Sigma 150-500. Sotto filtro polarizzatore + tappo baionetta + pompetta e pannetto pulizia + bolla. A sinistra 50mm, 18-55, 55-250 e flash. A destra Pentax 28mm + ancora 3 spazi vuoti!
Superiormente abbiamo un’altra taschina, non molto capiente per la verità, ma potrebbe essere utile per portare cartine di pulizia per le lenti. Per adesso ci metto un telecomandino ad infrarossi.

Come detto utilizzo una macchina con BG, ma se la vostra non l’ha, Lowepro ci fornisce uno spessore:

che va inserito in questo modo:

Andiamo adesso a vedere come posizionare il tripod. Per prima cosa troviamo una cerniera che ci permette di estrarre il supporto per il posizionamento delle gambe:

Fatto questo possiamo posizionare il nostro cavalletto e legarlo con il comodo laccio regolabile:


Il cavalletto è così molto stabile e sulle spalle non si sente. Il dr467i di Kata aveva l’aggancio tripod laterale. Questo portava ad avere uno zaino sbilanciato, mentre questa soluzione l’ho trovata migliore.
Per finire posso solo dire che è uno zaino molto comodo, sia per la facilità nell’accedere ai vani, sia per la vera comodità nell’indossarlo! Spallacci e schienale di qualità, superiori al Kata che avevo prima e questo mi ha permesso di camminare in montagna per 6 ore con l’attrezzatura(tripod compreso), senza sentirne il peso. Questa la trovo una cosa indispensabile nella valutazione di uno zaino.P.s. : Mi sono scordato di dire che è compresa anche una mantellina impermeabile per ricoprire lo zaino in caso di pioggia. E’ accessibile da una tasca sotto lo zaino!

Conclusioni

Il prezzo che ho dovuto pagare è di 90€ (scontato su Amazon.it) finanziato per 2/3 dalla vendita del Kata. Naturalmente consiglio
caldamente l’acquisto a questo prezzo! (Nel momento in cui scrivo il prezzo è salito a 133€ per la versione pino e 119€ per la versione nera, ma controllate sempre, perchè Amazon ripropone gli sconti).
Avendo toccato con mano la qualità Lowepro, posso tranquillamente assegnare 5 Check ed andare ad elencare i Pro e i Contro.
PRO
- Prezzo
- Materiali e finiture
- Compattezza
- Grande carico nel reparto fotografico
- Mantellina integrata
- Porta treppiede centrale
- Apertura posteriore anti-scippo
- Sistema di apertura senza poggiare a terra lo zaino
CONTRO
- Assenza tasca PC (per chi interessato)
Travis9011
Un personaggio in cerca di se stesso. Appassionato di musica anni 60/70, moto d'epoca e fotografia. Vintage style che si fonde con tutto ciò che è tecnologico.


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